Vincent
L’arte di sapere indossare
Vincent non rappresenta il male né il bene, ma l’intervallo che li separa: un momento di sospensione, un respiro tra una decisione e la prossima azione.
Il disegno vive nel paradosso, tra il cinismo e la tenerezza, tra la precisione del gesto e la confusione interiore. La linea verticale che attraversa il volto è la lama invisibile che lo divide in due: l’uomo e il ruolo, la coscienza e l’abitudine.
Un occhio aperto, vigile e razionale; l’altro, chiuso o appena accennato, rivolto verso un sé che non vuole (o non può) guardare.










